domenica 2 marzo 2008

f/22

f/22 nel senso di chiuso, o quasi. ovvero: non cancello niente come non ho cancellato niente del primo blog (lì ho perso la password, vabè -_-) ma per un bel po' penso di non aggiungere nessun post.

per quanto sia stato felice di scrivere su questo blog, al punto che a volte temo di averne anche abusato, mi sono reso conto che negli ultimi tempi mi viene molto più naturale raccontare la mia vita fotografando.

tanto, come disse un collega quando gli parlai del mio nuovo 28-105, nella vita è importante avere degli obiettivi. alché io gli chiesi "ma tu sei un tipo obiettivo?" e lui "sì!" poverino, forse è l'unico maschio italiano sopra i 20 anni che non sapeva quale sarebbe stata la mia risposta ("e fotografami sto c***o!")

tornando a noi, anche sulla fotografia posso sempre sbagliarmi, per carità. soprattutto, molte delle foto che pubblico sono più che altro un modo per soddisfare il mio narcisismo (cosa che vale per il 99% della gente che mette foto su Internet, mentre il rimanente 1% lo fa, credo, per esibizionismo), ma uno scatto è uno scatto, rimane lì e racconta qualcosa. e se proprio qualcuno sente il bisogno di una descrizione può lasciare un commento e chiedermela. e perché no, da lì può partire una storia. perché una foto ha bisogno di una didascalia solo se è particolarmente brutta, o particolarmente bella.

ma sto divagando. per continuare a seguire le mie avventure, cari i miei 3 lettori che ancora mi sopportate, cliccate qui o sull'obiettivo che vedete quaggiù. commenti e fave (nel senso di preferiti ma anche di legumi, che adoro *_*) sono sempre i benvenuti!



ultima cosa prima di lasciarvi: devo ringraziare Kazù per il libro. credevo che fosse impossibile trovare un romanzo che riuscisse a scioccarmi da prima dell'introduzione. non sono ancora al primo capitolo, ma sulla fiducia grazie, grazie e grazie!

a presto,
godzilla

venerdì 28 dicembre 2007

:D

niente, niente, niente! ci sono ancora! solo che gli avvenimenti delle ultime settimane sono così straordinari da non poter essere scritti qui. alcuni li ho già affidati al mio Moleskine nuovo: molti altri seguiranno, credo, la stessa scia. scusatemi, ma alcuni sono così intimi che non li scriverò neanche lì. non perché non voglia farlo, ma perché non ci sono le parole.

in ogni caso, a tutti quelli che ancora mi leggono, buon Natale in ritardo e buon 2008 in anticipo!

mercoledì 12 dicembre 2007

visti i risultati...

...facciamo che da domani proclamiamo un bello sciopero dei sistemisti?

queste le modalità:
1. sbagliamo apposta qualche migliaio di tabelle di routing, record DNS e policy di firewalling
2. a chi viene a chiedere cosa succede diamo risposte BOFH
3. quando veniamo precettati continuiamo tranquillamente a giocare a Tetris
4. se qualcuno cerca di lavorare, gli formattiamo il PC

ovviamente, non aspettatevi di leggerne niente su internet.

venerdì 23 novembre 2007

vista colpisce ancora

C:\Users\Francesco>telnet indirizzo_SMTP_remoto 25
"telnet" non è riconosciuto come comando interno o esterno,
un programma eseguibile o un file batch.

C:\Users\Francesco>ver

Microsoft Windows [Versione 6.0.6000]

l'ultimo sistema senza telnet che mi era capitato di usare era Windows 3.11.
ho detto tutto, credo.


update: in realtà il client telnet c'è ma è DISABILITATO per default O.o
per fortuna a Redmond qualcuno ragiona ancora e, suppongo di nascosto da Ballmer e soci, ha messo un'opzione nel pannello di controllo (che, per inciso, di suo è inutilizzabile) per attivarlo. e con la scusa ho attivato pure i giochi. tiè! :P

lunedì 19 novembre 2007

influenze atipiche

e niente, mi sa che quest'anno me la sono beccata pure io. è strano, normalmente la salto. buh?

i sintomi, del resto, non lasciano dubbi: mal di testa, dolori alle ossa, bruciore agli occhi, stomaco sottosopra, irritabilità, bocca impastata... sì, è decisamente lei.
la SINDROME DEL LUNEDÌ MATTINA.

ancora oggi colpisce milioni di persone in tutto il mondo e nessuno sa cosa fare. non c'è rimedio.

e basta, consideratevi fortunati che mi limito a scrivere la cazzata di cui sopra invece di inveire contro il mondo intero a partire da quello §*%#@$&£? di autista del pullman che prima ha fatto finta di non vedermi e poi, al capolinea (io scendo una fermata dopo) ha pensato bene di andare a prendersi un caffè facendomela fare a piedi perché ero già in ritardo.

venerdì 16 novembre 2007

viaggia con circa 10 minuti di ritardo

torno da lamezia dopo un pomeriggio di lavoro non retribuito... stanco ma soddisfatto. a quest'ora dovrei essere già arrivato, cazzo ho un impegno, ma pazienza. al limite non ceno. mi perdo, guardacaso, nella musica: carole king, louis armstrong, i massive attack e gli skunk anansie si rincorrono nella playlist. e osservo gli altri occupanti del vagone. una ragazza in cappotto verde davanti a me, con chiaro accento settentrionale, parla al telefono con lo zio per un tempo che mi sembra interminabile, poi scompare. si mette davanti la porta qualcosa come 10 minuti prima. scende, al suo posto sale un ragazzo con uno zaino e un fiore lunghissimo giallo in un incarto con fiocco giallo anch'esso: una ragazza si alza dal lato opposto del vagone, gli corre incontro sorridente, si baciano felici proprio davanti a me, quasi ci fosse la X per terra. che bello. mi alzo per un attimo; un'altra ragazza (molto carina) due file più in là sbadiglia liberamente. mi vede e si copre la bocca con la mano. sorrido. poi apro il portatile, e mentre scrivo queste parole il treno entra nell'ultima, lunghissima galleria prima di castiglione cosentino. e mi giungono le prime note di "voglio una pelle splendida". salvami, salvami, bacia il colpevole se dice la verità. ma sì. e poi "l'orologio degli dei" di allevi, e poi chissà. mi chiedo sempre dove sarò, cosa starò facendo quando inizierà la prossima canzone. è così bello non saperlo.

<cite>

"io il letto me lo rifaccio, tu comincia a rifarti una vita"
— me a lostolo, 9.10.2007

"professò perchè era l'unico modo se no non compilava"
— rabbiosa, 13.10.2007

"e cmq sei un coglione."
— kazù, ripetutamente e con convinzione (e io sono d'accordo), 30.10.2007

"sparisci"
— elitre, innumerevoli volte

"drogarsi di vasco è come drogarsi due volte"
— siuf, 10.11.2007

"i tuoi sensi di ragno fanno cagare"
— lostolo, oggi alle 12.18

mercoledì 7 novembre 2007

momento di vero godimento

entro nel negozio con un sorriso a 1024 denti, e la prima cosa che mi chiede il tipo è: "allora come va la chitarra?"
non riesco a trattenermi. "una soddisfazione dopo l'altra", gli dico. e sono sincero. rido.

poi, dato che sono riuscito a distruggere due Sol in tre giorni, gli chiedo "hai mica delle corde che non si rompono?", ovviamente scherzando.

lui non ride.
mi allunga un pacco di Elixir Polyweb .10 - .47. "costano", mi fa, "ma ne vale la pena. e ti regalo un Sol a parte"
lo guardo. "sicuro?"
torno a casa, mi incazzo con me stesso per non aver ancora comprato un tronchesino, le monto.

oddio *_*

chi non suona la chitarra, semplicemente non può capire.

martedì 6 novembre 2007

frammenti di vita, ma ce ne sono altri che volevo scrivere e ho dimenticato nel frattempo

niente, stamattina trotterellavo dall'ufficio* alla fermata dell'autobus. bella giornata, sole che riscalda senza far sudare troppo, e io sulla strada desolata della zona industriale che cerco di non farmi ammazzare troppo da auto e furgoni.
il fedele iPod, nonostante ultimamente lo stia trattando un po' maluccio, decide di farmi ascoltare questa canzone a caso tra altre 6703:

I'm alone
can't wait until I feel your rain
so unreal
can't find another place of your rain
I believe
I still believe in your warm rain
I'm alone
can't sleep until I feel your rain

How can I find
Love, Faith and Trust inside of your rain
so unreal, can't find another place of your rain
I believe
I still believe in your warm rain
so untrue
help me to find through your warm rain

I send out my wishes
you gave me promises
why don't you feel the same
(I'm sad, I feel like a little child,
somebody left, there is no rain)

Oh no, I'm waiting
how about your rain?
I can't believe
I still believe in your rain
like in heaven
I can't wait until I feel your rain
so where's your life
who's living the rest of your life

I can't, I can't,
I can't live this life, I can't live this life
I can't see in your eyes
can't change it, no more tries
leave everyone with a smile
and you're sad, you feel like a little child
somebody's left there is no rain

I send out my wishes…
e sono tornato indietro nel tempo di almeno 5 anni. e mi sono venute in mente una dopo l'altra tutte le amiche – proprio amiche, parlo solo delle ragazze – che ultimamente sento particolarmente vicine a me. e avrei voluto che fossero tutte lì. senza motivo. ciao kazù, rabby, siuf, giu' e lee. sappiate che vi adoro ^_^



mi sono accorto che adoro le zone industriali. voglio dire, possono anche essere aride, ma mi danno l'idea di un posto dove ferve l'attività umana. dove, cazzarola, si lavora, e in calabria non è una cosa così scontata. e poi mi sembrano quasi una "zona franca", quasi magica, fatta di palazzi che si fanno e si disfano da un giorno all'altro e strade che si incrociano senza convergere verso nulla in particolare.



pomeriggio è stata a casa francesca**, abbiamo parlato tantissimo ed è stato davvero bello. ci conosciamo da un anno, e solo oggi le ho mostrato qualche foto della mia famiglia: come previsto, si è innamorata di mio padre. e mi ha detto che non è vero che i miei fratelli sono più belli di me. le voglio bene.


* non preoccupatevi, sto solo facendo una consulenza :D
** la responsabile della comunità di preghiera di cui faccio parte

mercoledì 31 ottobre 2007

dolcetto o stoc---o?

qualcuno sa spiegarmi perché i bambini vanno in giro dicendo "dolcetto o scherzetto"?
mi spiego meglio: in un paesino come il mio la tradizione, in questi giorni, prevede che i bambini

  1. si procurino una zucca, più grande è e meglio è
  2. la svuotino
  3. la intaglino
  4. ci mettano dentro una candela
  5. il 2 novembre (giorno dei morti) rompano i maroni a tutti chiedendo in giro "lu pagati lu coccalu?" (= "pagate il teschio?", perché la zucca altro non rappresenta che il teschio di un defunto, quindi l'esatto opposto del Jack-o'-Lantern, e chi paga emette anche un giudizio sulla dimensione, sul lavoro di intaglio, sulla originalità dell'opera, sul fatto che - orrore! - un genitore possa averti o meno aiutato nell'impresa)
ora, quando ero piccolo io, già "girari lu coccalu" giorno 1 era considerato una specie di sacrilegio, senonché qualche gruppetto di figli di buona donna se ne fregava ampiamente. molti li prendevano a male parole, ma qualcuno pagava lo stesso (tanto per toglierseli dalle scatole, immagino). oppure guadagnavano promesse di pagamento per il giorno dopo. ma agli occhi degli altri bambini questi erano dei disonesti, gente avida da emarginare. da evitare alla stregua di quelli che ti rincorrevano per romperti il coccalo ed eliminare la concorrenza.

oggi?

oggi i coccali si girano dal 31 ottobre. e nessuno ha un cazzo da ridire: neanche li girasse chuck norris. nelle scuole materne si fanno le festicciole per halloween. nelle merendine escono le sorprese di halloween. al bar ti vendono i cioccolatini a forma di zucca, perché è halloween, santiddio!

ricordo una vecchia storia di Barks, Donald Duck in Trick or Treat. l'avrò letta qualcosa come 14-15 anni fa. bella, sì, ma rimaneva lontana dal mio modo di vedere le cose. si parlava sempre di qualcosa di diverso, di estraneo. di americano. mi dicevo: chissenefrega se questi qua vanno in giro vestiti da fantasmi, streghe, diavoli, o che so io? qua si gira lu coccalu! e altro che dolcetto o scherzetto! soldi o jestimi, e rischi di agguati dietro ogni angolo!

e così, quando i bambini oggi hanno bussato alla porta dello studio, ho rivisto il me stesso degli anni '80, che nel freddissimo pomeriggio serrese del 2 novembre si riscaldava facendosi colare nei palmi la cera della candela del coccalo, e ho risposto "mi spiace, ragazzi, i coccali si pagano giorno 2".

venerdì 5 ottobre 2007

e niente, c'è qualcosa che non va

sì, c'è qualcosa di storto, e finché non capisco cos'è non posso raddrizzarlo.

alcuni indizi:

  • dormo male e mi alzo tardi
  • mangio senza voglia
  • bevo pochissimo caffè [e molta birra, N.d.R.]
  • iTunes di tanto in tanto si blocca e/o fa rumori strani durante la riproduzione
  • Firefox di tanto in tanto si succhia tutta la CPU (la RAM lo sapevo già, la CPU è una novità dell'ultima settimana)
  • ho acceso adesso gli speaker del computer. di solito è la prima cosa che faccio la mattina
soprattutto non ho la più pallida idea di chi sono e di cosa voglio in questo momento, mentre negli ultimi 18 mesi credevo di averlo sempre saputo. al punto che scrivo paragrafi allineati a destra usando una combinazione font/colore che odio.

qualcuno ha una mezza idea di quello che succede?

*** colonna sonora: Amiina - Kurr ***

martedì 2 ottobre 2007

sgamato!

[20:08:19] Råbbiøså: che ti compri?
[20:08:42] godzilla: comincia con C e finisce con D
[20:08:47] godzilla: non indovinerai mai :D
[20:08:52] Råbbiøså: fotocamera?
[20:09:01] Råbbiøså: dai che devo studiare
[20:09:01] godzilla: -_- hai indovinato
[20:09:10] godzilla: ti odio
[20:10:35] Råbbiøså: e come si dice?
[20:10:40] Råbbiøså: c....d?
[20:10:46] godzilla: Canon 400D

…be', ora, cari zii, cugini, parenti tutti… se a Natale vi presentate con meno di un 200mm vi rompo un cavalletto in testa! :P